Ho avuto la fortuna di incontrare Marian Serban in occasione di uno spettacolo di Moni Ovadia dove suonava con la “Moni Ovadia Stage Orchestra”. Il concerto si svolse nel festival di cui curavo la direzione artistica insieme a Rodolfo Tucci Patron della manifestazione “Villa Sarsina Gypsy Jazz Fest”.

Con Marian è subito nata un’intesa umana oltre che musicale. Con lui e l’attore Giorgio Tirabassi abbiamo avuto modo di suonare insieme in varie occasioni con l’Hot Club Roma, la mia Gypsy Jazz Band.

Insieme a Marian e Roberta Mattei (attrice di talento), voce narrante e cantante del gruppo, abbiamo dato vita al progetto “Latcho Drom” un viaggio musicale tra la Francia, i Balcani e l’Italia. La mia idea prendeva spunto dal film-documentario di Tony Gatlif che ripercorre le tappe della cultura nomade sin dalle sue origini in India, fino ad arrivare in Spagna.

Gianfranco Malorgio

Cosi lo descrive Moni Ovadia col quale spesso collabora ed è attualmente impegnato nello spettacolo “Nish Koshe – Dio esiste”.

“Il curriculum vitae di Màrian Serban dovrebbe cominciare così: ascoltatelo suonare il suo cymbalom anche per pochi minuti e non avrete bisogno di nessun curriculum. Ascoltate l’impareggiabile qualità del suo stile, la vastità e la profondità dei timbri che sa trarre dal suo magico strumento, perdetevi nell’emozione dei colori che dipinge in ogni registro, fatevi travolgere dal turbine del suo virtuosismo e non vorrete sapere altro, ma desidererete solo ascoltarlo ancora e ancora”.

Ma se non avete avuto l’opportunità di averlo ascoltato ecco  alcune notizie sul Maestro e sul suo strumento. Il cymbalom è uno strumento della Transilvania, un discendente del salterio, probabilmente un’evoluzione del santur persiano. È uno strumento a corde – attualmente le corde sono quelle del pianoforte  – che vengono percosse con due martelletti di vario tipo, di legno vivo o di legno “attutito” da rivestimenti di cotone. Taluni sostengono che il suo suono si colloca fra quello del pianoforte e quello della chitarra, ma a mio parere il suo suono è imparagonabile. Màrian Serban che di questo strumento è grandissimo maestro conosce anche l’arte di liutaio per costruirli. Nel 1988 entra a far parte del prestigiosissimo ensemble musicale di Bucarest “Rapsodia Romana” e da quel momento in poi collabora con alcuni dei migliori gruppi musicali del suo paese, in particolare con il celebre ensemble di Turnu Severin “Danubiu”.

Nel 1994, a seguito del rivolgimento causato dal crollo del regime comunista di Nicolae Ceausescu e della conseguente disgregazione di molte attività culturali lascia la Romania per l’Italia dove risiede permanentemente tuttora. L’eccezionale qualità di Màrian Serban lo rende ambito e ricercato da gruppi e da compositori e sono innumerevoli e prestigiose le collaborazioni che lo impegnano. Con alcuni altri musicisti rom rumeni forma il gruppo pirotecnico Taraf da Metropulitana. Entra a far parte del gruppo Aquaragia Drom.

Collabora con l’Alexian group di Santino Spinelli, con Daniele Sepe, Taraf Destrani e Roy Paci. Nel 2000 viene chiamato dal Teatro Comunale di Bologna per la tournée italiana del cantante statunitense Elvis Costello. Nel 2001partecipa alle registrazioni di molte colonne sonore di film fra i quali “A me piace lavorare” di Francesca Comencini. Nel 2002 Samuele Bersani lo chiama per partecipare al suo disco “Caramella Smog”, sempre nello stesso anno  con Taraf da Metropulitana si esibisce su Italia 1 in una trasmissione condotta da Claudio Bisio e Serena Dandini e il grande Ennio Morricone chiede la sua partecipazione alla colonna sonora del film “La brace”. Nel 2003 si esibisce con la mitica “Orchestra di piazza Vittorio” non solo nei concerti ma è anche fra gli interpreti del film di Agostino Ferrente che vede l’Orchestra come interprete collettivo. Sempre nel 2003 collabora al disco di Fabrizio Bentivoglio “tipota”. Nel 2004 inizia una collaborazione con l’intensa interprete dei repertori musicali ebraici, Miriam Megghnagi e con la cantante Cristina Barzi, Gypsiliana. Dal 2005 entra stabilmente a fare parte della Moni Ovadia Stage Orchestra diventandone una delle colonne. Sotto la direzione di Moni Ovadia prende parte agli spettacoli: “L’armata a cavallo” da Itzkhak Babel scritto e diretto da Moni Ovadia, “La bottiglia vuota” di e con Moni Ovadia, le “Storie del Signor Keuner” da Bertolt Brecht, regia di Roberto Andò e Moni Ovadia. “Oltre i Confini” di e con Moni Ovadia.

Marian Serban vanta anche una collaborazione all’importante progetto dell’Orchestra di Barletta “Enciclopedia delle musiche rom nei lager nazisti”.

Moni Ovadia

Nish Koshe – Dio esiste

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